Con la quarta ondata di queste settimane, caratterizzata dalla prevalenza della variante Omicron, la pandemia ha ricominciato a mostrare tutta la sua potenza di fuoco, tornando a mettere sotto pressione gli ospedali in tutta Italia.

Grida di allarme salgono dal nord al sud del Paese. I sanitari sono stremati da due anni di pandemia, si rivedono le file delle ambulanze e le cure agli altri malati stanno rallentando. Per qualcuno siamo di fronte ad un disastro organizzativo a tutti i livelli. Europeo, nazionale e regionale. Due anni di pandemia non ci hanno insegnato niente…? In attesa che le progettualità del PNRR si concretizzino, è possibile (o era possibile) agire diversamente?

CONDUCE IN STUDIO

CORRADO DE ROSSI RE

Sics - Quotidiano Sanità

PARTECIPANO

ISABELLA MASTROBUONO

Commissario Straordinario Azienda Ospedaliera di Cosenza, Federsanità Anci Calabria

DARIO MANFELLOTTO

Presidente Fadoi, Federazione dei medici internisti
ospedalieri

STEFANO VIANELLO​

Presidente Card Veneto

LUIGI CAVANNA

Presidente Cipomo, Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri

Gianfranco Finzi

Direttore Sanitario Ospedali Privati Riuniti di Bologna, Presidente Anmdo

Paolo Petralia

Direttore Generale ASL 4 Chiavarese, Vicepresidente vicario Fiaso



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