Privacy in Sanità. Attenzione a vincoli che rischiano di bloccare ricerca, prevenzione e cure oncologiche

Come oncologi siamo assolutamente convinti del grande valore che ha il rispetto della privacy, ma siamo altrettanto convinti che il rispetto della privacy non può diventare ostacolo ad operare al meglio possibile”.

Così Francesco Perrone, Presidente di AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica, nel commentare la decisione di aderire e sottoscrivere il Documento Congiunto promosso dalla SIMM sulla correlazione tra Privacy e Sanità. Soprattutto in un contesto in cui la digitalizzazione è diventata una vera e propria infrastruttura indispensabile per rinnovare e rendere più sostenibile ed efficace il Servizio Sanitario nazionale.

Al centro della riflessione di Perrone anche gli aspetti più strettamente correlati alla Ricerca “soprattutto quella clinica che si fa con i pazienti” Ma anche gli orizzonti di possibili conflitti con un’eccessiva o disarmonica applicazione dei principi di tutela della Privacy che possono rallentare o vanificare qualsiasi sforzo anche in termini di prevenzione, con gli screening o la stratificazione della popolazione, ma anche terapeutici laddove la presa in carico debba necessariamente passare anche per strumenti digitali di gestione del paziente e dei suoi rapporti con il SSN.
“In ognuno di questi temi” sottolinea “che in qualche modo riguardano anche l’oncologia, la privacy non deve diventare inutile ostacolo al miglioramento dell’efficienza dei servizi, alla produzione di conoscenza e quindi a un efficientamento del Servizio sanitario nazionale che ha una ricaduta positiva per la salute di chi si ammalerà in futuro”.

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