Assistenza domiciliare integrata. Le Regioni raggiungono nel 2023 l’obiettivo degli over65 assistiti

Risorse garantite, ma non per Sicilia, Campania e Sardegna che non superano l’asticella. È quanto emerge dalla Relazione di sintesi Agenas sul monitoraggio degli obiettivi previsti. La realtà locale con le migliori performance che consentiranno di ottenete le risorse previste dalla legge è la provincia di Trento seguita dall’Umbria con percentuali di incremento superiori al 200% rispetto agli obiettivi

Gli obiettivi nazionali 2023 sono stati pienamente raggiunti dalla stragrande maggioranza delle Regioni. Con 529.761 nuovi over 65 assistiti al domicilio, le Regioni hanno superato l’asticella prevista dalla legge e fissata a 526mila pazienti da prendere in carico (esattamente con una percentuale del 101% del numero incrementale degli assistiti rispetto al Target totale stimato). Ma se si considera l’obiettivo target del Pnrr, la percentuale arriva al 138%.

Un traguardo che consentirà quindi alle Regioni di accedere alle risorse previste dalla legge per il 2023. Ma c’è chi rischia di rimanere tagliato fuori.

È quanto emerge dalla “Relazione di sintesi sul monitoraggio degli obiettivi previsti dal Decreto Interministeriale 24 novembre 2023 “Modifiche al decreto 23 gennaio 2023, recante ripartizione delle risorse relative all’investimento M6C1 – 1.2.1 «Casa come primo luogo di cura (ADI)» del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)” pubblicata da Agenas.

Obiettivo 800mila nuovi pazienti over 65 entro il 2026. L’investimento 1.2.1 “Assistenza domiciliare”, lo ricordiamo, ha l’obiettivo di aumentare il volume delle prestazioni in assistenza domiciliare fino a prendere in carico, entro giugno 2026, almeno 800mila nuovi pazienti over 65, ossia il 10% della popolazione di età superiore ai 65 anni.

Chi raggiunge il target e chi stenta. Le due Regioni con il maggior incremento in termini percentuali del numero di over65 assistiti al domicilio rispetto agli obiettivi, nel 2023, è la provincia di Trento (235%), seguita dalla regione Umbria (206%). Tra quelle con le migliori performance troviamo poi la Puglia (145%) tallonata a stretto giro dalla Toscana (144%). Il Piemonte raggiunge un incremento del 124%.

Sono tre le Regioni che invece non superano l’asticella. La Regione con la più bassa percentuale di incremento è la Sicilia con appena un 1% rispetto agli obiettivi previsti. Al di sotto degli obiettivi previsti anche Campania (62%), Sardegna (77%) e Calabria che si ferma, anche se per pochi punti percentuali, al 95%.

LA RELAZIONE

E,M.

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